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Arthur Rimbaud - Il giro del mondo in 80 poesie - Francia

Il giro del mondo in 80 poesie   #36 : Francia Sensazione Nelle azzurre sere d’estate, andrò per i sentieri, punzecchiato dal grano, a pestar l’erba tenera: trasognato sentirò la sua frescura sotto i piedi e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo. Io non parlerò, non penserò più a nulla: ma l’amore infinito mi salirà nell’anima, e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro, nella Natura, – lieto come con una donna. ∞ Arthur Rimbaud

Recensione - Il Lago di Banana Yoshimoto

“Il Lago” di Banana Yoshimoto



















  •      Titolo: Il lago  
  •    Autore: Banana Yoshimoto
  •    Pubblicazione: Giugno 2015
  •    Genere: Narrativa
  •    Casa Editrice: Feltrinelli
  •    Dettagli: 144 pagine


Trama

Chihiro è approdata nella grande città di Tokyo, dopo essersi lasciata alle spalle la piccola realtà nella quale viveva. Il suo bisogno di andare via dipendeva dal fatto di sentirsi diversa, di essere effettivamente diversa a causa della sua famiglia non convenzionale. La madre era una mama-san proprietaria di un locale pubblico nel quale vendeva alcolici e sorrisi a uomini che vi si rifugiavano per evadere dai problemi quotidiani. Il padre era proprio uno di questi uomini, un imprenditore che si era perdutamente innamorato della donna ma che, di fatto, non riuscì mai a sposare a causa dell’opposizione della propria famiglia. In questo clima di precarietà ma anche di assoluto e costante amore, Chihiro crebbe sentendo il peso del chiacchiericcio e del giudizio altrui tipico di un paesino di provincia. Quando la madre morì, lei perse il suo punto di riferimento soffrendone tantissimo. Da sola nella grande Tokio, persa nel suo dolore, Chihiro prese l’abitudine di starsene alla finestra del suo appartamento e fu così che conobbe Nakajima. Da quando i loro sguardi s’incrociarono, tutto nel loro mondo iniziò a cambiare.


“ Non ci rendevamo neanche conto che il semplice pensare l’uno all’altra, il semplice accorgersi del rumore di una finestra che si apre, era l’inizio di un amore.”


 Nakajima era un ragazzo particolare, misterioso, forte e fragile allo stesso tempo. Si portava dietro un grande dolore, anche lui aveva perso la madre ma non era tutto, c’era qualcosa nel passato di quel ragazzo che lo rendeva diffidente, incapace di lasciarsi andare. Eppure, piano piano, per Chihiro lui divenne una sorta di porto sicuro, si fidava molto delle sue opinioni e si lasciava guidare da lui. Lentamente, quello che lei si ostinava a considerare affetto, divenne amore. Anche per Nakajima la presenza di Chihiro divenne fondamentale, era l’unico essere umano con cui riusciva a relazionarsi veramente, a mostrarsi per quello che era, a fidarsi e fu così che grazie a lei e insieme con lei riuscì dopo tanti anni a ritornare nel posto in cui albergavano i suoi fantasmi del passato. Dopo essere stati al lago, un posto surreale carico di suggestione e avere conosciuto Mino e Chii, due tipi altrettanto strani, Chichiro iniziò a entrare in punta di piedi nel passato di Nakajima e a comprenderlo finalmente. La strada era lunga e tortuosa, gli equilibri precari ma adesso la ragazza sapeva bene cosa voleva e avrebbe fatto di tutto per aiutare il suo Nakajima.


“ Eravamo incredibilmente instabili, in bilico su una sottile lastra di ghiaccio, lì lì per scivolare e trascinare l’altro giù in fondo, un’accoppiata estremamente fragile, eppure sapevo ciò che dicevo, ne ero sicura.
In quel momento camminavamo sulle nuvole emanando luce.”


Impressioni personali


Leggere questo libro è come ascoltare il “Clair de Lune “ di Debussy. E’ delicato, è malinconico. Ti porta in posti come il lago, in bilico tra il sogno e la realtà, la magia e la tangibilità della miseria umana. Nonostante il peso delle tematiche affrontate, somiglia quasi ad un acquerello, dove le tinte sono tenui e sfumate anziché forti e decise. E’ sicuramente un altro modo di raccontare il dolore, il disagio, gli eventi tragici della vita ma non si rischia in tal modo di svilirli un po'?
Questa storia mi ha dato la sensazione di essersi fermata un momento prima di diventare un pugno nello stomaco, accontentandosi di essere una delicata carezza sulla guancia. Non per questo però, risulta meno efficace. Anche le cose appena sussurrate possono arrivare al cuore.
L’amore raccontato in questo libro non è travolgente, non è impetuoso, è piuttosto paziente, incerto, cresce un millimetro alla volta e fa fatica a prendere coscienza di sé. È la storia di due solitudini che si uniscono per creare qualcosa che non definirei intenso quanto piuttosto provvidenzialmente rassicurante, salvifico.
La narrazione usa un linguaggio semplice e diretto, per cui, il libro si legge abbastanza velocemente. Tutto sommato, anche se non mi ha sconvolto la vita, mi è comunque piaciuto.

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